La parola Palio deriva dal latino Pallium e l’usanza di premiare i vincitori di gare con un drappo di stoffa preziosa, il palio appunto, risale in Italia al Medioevo e fu comune a molte città italiane.
A Gubbio la tradizione di creare, per ogni edizione del Palio con Sansepolcro un palio commemorativo è stata ripristinata soltanto in tempi recenti. Nel corso degli anni sessanta la Società Balestrieri si rese conto che le verette o frecce d’oro e d’argento con le quali, alla fine di ogni Palio, venivano premiati i tre migliori tiratori non erano sufficienti a ricordare l’evento; si decise così di interpellare di volta in volta artisti per la creazione di drappi preziosi che simboleggiassero le singole edizioni di una manifestazione ormai divenuta famosa.
La Società Balestrieri e gli Sbandieratori nel 1994 inagurano dieci magnifiche sale del Palazzo Ducale con una mostra intitolata “Palio d’Autore” inserita nel programma della Biennale d’Arte; curatore Prof. Giorgio Bonomi.