l'arte nella bandiera

Arte e cultura

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Il rapporto tra arte e bandiera era implicito fin dall’inizio, ossia da quel fatidico 25 maggio 1969 quando gli Sbandieratori eugubini si esibirono per la prima volta, arricchendo di arabeschi fantastici e di sgargianti cromie il secolare Palio della Balestra.

Coreografie e colore. Attraverso il colore, grandi teorici quali Johannes Itten hanno interpretato la pittura nella totalità dei suoi risultati. Attraverso la pittura celebri coreografi come Jean Georges Noverre hanno spiegato l’arte del movimento, che deve essere, appunto, una “pittura vivente“, un “parlare dell’animo per mezzo degli occhi“.

Il resto è da considerarsi quasi consequenziale, se si verifica la favorevole circostanza dell’incontro opportuno: e quest’incontro c’è stato, tra gli Sbandieratori di Gubbio ed Oscar Piattella, un artista amico dotato di particolare sensibilità, che come un nuovo Socrate ha applicato la sua maieutica al mondo dinamico e variopinto della bandiera.

Ecco dunque apparire sui vessilli scagliati nell’”azzurrità dei cieli” i segni arcani delle tavole augubine, insieme ad emblemi federiciani, a mazzocchi del rinascimento e ad altri antichi simboli reinterpretati modernamente.

Ecco come i Palii del torneo eugubino della Balestra sono stati affidati alla fantasia e alla sapienza creativa di autori quali Toni Bellucci, Mirella Bentivoglio, Nello Bocci, Bruno Ceccobelli, Michelangelo Conte, Piero Dorazio, Nedda Guidi, Eliseo Mattiacci, Agapito Miniucchi, Oscar Piattella, Marilena Scavizzi, Walter Valentini, Franco Venanti.

Analogamente, le cartelle realizzate in occasione dell’annuale incontro degli Sbandieratori sono andate formando una collana di pregevoli serigrafie.

Ci sono poi le artistiche brochure edite per i tornei nazionali di tiro con la Balestra antica all’italiana disputati nell’ineguagliabile scenario di Piazza Grande, calendari, manifesti, tra cui spicca quello a tutti noto con “Il Singolista”, intento a mulinellare tre bandiere nello splendido cortile di Palazzo Ducale.