l'arte nella bandiera

Simbologia

SIGNIFICATI E STORIA DEI BANDIERANTI

Il termine bandiera deriva dal vocabolario germanico banda, che significa “striscia di panno” o “fascia”, e poi “manipolo di soldati”, dal quale provennero le voci bandus e bandum (“insegna”).
Da un derivato di questo  bandum si ebbe poi “bandiera”. La sua origine è dovuta alla necessità di distinguere a una certa distanza il corpo al quale appartiene un reparto armato e serviva altresì, con alti lanci, come richiamo per la raccolta delle truppe là dove il pericolo era maggiore e, nel caso che la bandiera fosse minacciata, con lunghi lanci veniva scagliata al di fuori della mischia affinché qualche elemento disimpegnato potesse portarla in salvo. Numerose testimonianze ci insegnano che già gli Ebrei, dopo gli Assiri e i Babilonesi, adoperavano le bandiere come “signum belli” in guerra; come i Romani che con le loro insegne con le aquile (romane) portarono trionfalmente in tutto il mondo conosciuto la potenza di Augusto Imperatore; mentre in tempo di pace venivano agitate in segno di giubilo durante varie cerimonie.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu la Chiesa che portò avanti questa tradizione folkloristica, tanto che, nel 687 d.C., il popolo romano rese omaggio al Papa Sergio I°, appena eletto, con sbandieramenti di drappi e vessilli. La consuetudine di movimentate evoluzioni di bandiera ad indicare l’esultanza popolare, si protrasse nei corteggi papali non solo in Europa e nel mondo cristiano, ma anche in quello islamico dove appaiono largamente usate specialmente durante i festeggiamenti per le vittorie. La ritualistica millenaria cinese e giapponese, poi, ha sempre avuto nella bandiera il simbolo immancabile di festa e di scongiuro.

E’ nel medioevo che la bandiera divenne d’uso generale, dapprima come insegna religiosa, poi, con l’età dei comuni come insegna militare. In questo periodo grande prestigio ebbero le bandiere, i vessilli, i pennoni, i gonfaloni e persino i drappi delle trombe che venivano commissionati ai migliori pittori dell’epoca. Nel Libero Comune il Podestà aveva come insegna la Bandiera con l’arme (insegna del comune), mentre il Comune, quale Polis aveva il Vessillo; al Capitano del popolo, più tardi, fu dato il Gonfalone.

In questo periodo storico troviamo la bandiera impiegata in forma di sbandieramento e specialmente in occasione di festività religiose, civili e militari; dove veniva sventolata in vari modi per rappresentare sia i vari sentimenti emotivi (gioia, dolore, felicità ecc.) di ogni portatore Vessillifero, sia il gusto per il giuoco, per la competizione e l’agonismo. Nel XII° secolo le prime insegne a colori compaiono in forma vistosa sui vessilli della nobiltà dei Comuni, dei reparti armati, delle corporazioni delle arti e mestieri, e in quelle dei sestieri, quintieri, quartieri, terzieri, e contrade. Stabilire con esattezza come si sia originato il gioco della bandiera così come lo intendiamo oggi, è estremamente difficile; sicuramente scaturì dagli allenamenti degli alfieri, dal loro spirito emulativo che li portò a compiere con la bandiera, qualsiasi evoluzione con movimenti difficili e anche dal carattere acrobatico.

Il patrimonio culturale espresso dall’antico gioco della bandiera, praticato fin dal lontano Medio Evo dagli alfieri delle corporazioni di arti e mestieri e dai porta insegna dei reparti del libero comune, ha trovato continuità con gli sbandieratori di Gubbio, non disperdendo la storia di questa arte che affonda le origini nella ferrigna Agobio 1.
Il primo documento che emerge dagli archivi porta la data del 20 agosto 1380, il pittore Petruccio Luca De Fabris ricevette 10 lire anconetane per la farcitura d’una bandiera a colori da svolazzare
Corre l’anno 1435 quando ben sedici bandiere furono commissionate all’abile pennello di Ottaviano Martino Nelli maestro del gotico internazionale.
Per la nascita del principino d’Urbino “Federico”, anno domini 1605, si esibisce… nel palazzo Ducale tra l’entusiasmo del pubblico nel giorno di Festa in onore di Sant’Ubaldo…. Una squadra di quattro giovani bandieranti.

1- Antico nome della città di Gubbio